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NOI CREDIAMO SOLTANTO IN QUELLO CHE NON VEDIAMO ! BY MARIO STROMILLO

MARIO MICHELANGELO STROMILLO

 

I medici positivisti affermano: “Noi crediamo soltanto in  quello che vediamo”

Noi, cosmosofici,  all’opposto, “Crediamo sopratutto  in ciò che non vediamo”

 

Ciò che bisognerebbe ben comprendere quando si inizia a studiare l’uomo è proprio la parola “uomo”, che è il termine sintetico sotto il quale sono stati riuniti molti elementi, essenzialmente diversi, per quanto riportati tutti ad una certa unità. Quando diciamo l’uomo.è come se dicessimo. La natura, perchè l’uomo, sotto la sua apparente semplicità, è complesso quanto la natura. La prima difficoltà che si presenta è di afferrare esattamente, non che cos’è l’uomo, ma quello che non è un uomo, pur riferendosi alla sua stessa denominazione.

Così a proposito del sonno, potremmo fare un’ osservazione molto seria. Luomo sembra dividersi in due parti, perchè il cuore batte, i polmoni aspirano ed espirano l’aria ristoratrice, il sangue circola e tuttavia  l’uomo non è più capace di amare e di odiare, non ha più collera nè pietà, poichè ciò che abitualmente prova questi sentimenti o manifesta queste passioni, riposa addormentato. C’è una porzione dell’organismo umano che continua le sue funzioni e un altra le cui funzioni si sono arrestate. Dov’è l’uomo vero in tutto ciò E’ quello che dorme o quello che veglias

Il senso comune risponde compatto: durante il sonno l’uomo dorme. Non è lui dunque che compie le funzioni cosiddette “organiche”. Ciò che si chiama uomo è dotato della facoltà di sentire, di pensare e di volere. Ora, tutto questo dorme durante il sonno, e quello che rimane sveglio è un’altra cosa che,indipendentemente dalla coscienza si incarica di intrattenere i movimenti organici. I medici chiamano questo “vita vegetativa o organica”, i filosofi la chiamano generalmente l’inconscio: che è la parte meccanica dell’essere umano.

Chiamiamola se volete, l’uomo-macchina; ma non è il vero uomo, quello che concepiamo dotato di coscienza e soprattutto di libera volontà. Ritorneremo più tardi su questo punto. Ma per ora, facciamo questa fondamentale distinzione tra la parte dell’essere umano suscettibile di svegliarsi e di addormentarsi, e la parte che non si addormenta mai, fino alla morte.

Queste due parti dell’uomo sono strettamente unite durante la vita, e da questa unione risulta un’ordine di fenomeni che è indispensabile conoscere.

Quando l’uomo dorme, possiamo dividerlo in  due parti: ! la parte meccanica che è in azione; 2 la parte intelligente che è in riposo.

Ma, quando l’uomo si sveglia ed agisce, dobbiamo fare una nuova suddivisione nella parte intelligente, secondo gli effetti prodotti che determinano due nuovi modi dell’essere umano:

1 – L’uomo impulsivo, che obbedisce al primo movimento;

            2 – L’uomo di ragione, che riflette prima di agire e che in ogni atto è la

                  manifestazione non di un’idea odi una sensazione, ma di un pensiero o un 

                  giudizio.

In ultima analisi abbiamo decomposto, finora, il nostro uomo in tre modi:

            1 – L’uomo macchina;

            2 – l’uomo impulsivo,

             3 – L’uomo raziocinante.

Tutti gli sforzi della medicina cosmosofica vertono sui vari procedimenti che permetteranno al terapeuta sapiente di sostituire ovunque l’uomo impulsivo. Ma l’idea che abbiamo dell’uomo è ancora un pò vaga e metafisica. Affrontiamo ora lo studio accurato di ciascuna di queste modalità umane.

 

La prima domanda che viene in mente all’osservatore, nel vedere una macchina, è questa: a che serves

Dopo aver fissato la sua attenzione sullo scopo della macchina, l’osservatore chiede di conoscere il funzionamento e i dettagli della sua costruzione. Noi cercheremo di seguire, nell’esposizione dei dettagli della macchina umana, la via indicata dalle domande del nostro osservatore. Vedremo che l’uomo vero, l’uomo di volontà, agisce sull’organismo e in seguito sul mondo esteriore per mezzo di forze messe a disposizione da questo organismo. La macchina umana fabbrica dunque forze di un certo tipo, ma differisce dalle altre macchine che l’uomo inventa seguendo inconsciamente la sua costituzione, per il fatto che, essendo una macchina composta da organismi viventi, deve tendere a due fini: da una parte a fornire forze e mezzi d’azione all’uomo di volontà, dall’altra a mantenere e riparare senza sosta i suoi ingranaggi che si logorano nel corso dell’uso.

 

Ora, il grande nemico dell’umanità è l’uomo impulsivo. E dobbiamo domare in ognuno di noi le sue pretese, perchè proprio da questo particolare aspetto della nostra umanità provengono tutti i compromessi e le vigliaccherie. Egli, infatti, come insegna Platone è mortale, il solo ad essere immortale è l’uomo vero.

Colui che assoggetta l’immortale al mortale si materializza e si crea, per l’attuale indolenza, una mole di immensa di lavoro per il futuro.

Ma continuiamo: l’uomo riflessivo è triplice: si può presentare infatti come sensuale, sentimentale ed intellettuale. Il suo carattere fondamentale resta comunque la passività. Obbedisce ad una sensazione o ad un’altra volontà, e mai per suo proprio conto.

E’ questo l’uomo macchina; è un soggetto sonnambolico che può essere intelligente, ma non è un uomo.

Un uomo puramente fisico, un bruto, non manifesterà in seguito a una sensazione niente altro che bisogni. Sarà guidato in questo caso soltanto dai suoi desideri. L’ideale di vita sarà, per lui, mangiare, bere e dormire. L’unica sua gioia estrema sarà l’ubriachezza, la sfera immediatamente superiore, la sentimentalità si sveglierà un pò e quest’essere amerà come un maschio può  amare una femmina. Provate ora ad applicare a quest’uomo le teorie psicologiche dei nostri filosofi. Dov’è la sua ragiones Tuttavia non è un pazzo. La sua ragione è soltanto l’istinto; è un uomo istintivo ma non è un uomo.

L’uomo di volontà, invece, costituisce il regolatore del mondo della materia, l’inventore e il fondatore delle città, l’esploratore ardito e il rivelatore dell’eterna verità, ed  è sempre in grado di soffrire, astenersi e morire quando è necessario perchè comanda al suo organismo e non è condotto da lui.

 

Dopo i recenti studi dello scrivente tendenti a mettere in luce in maniera inequivocabile  che la parola natura indica, come ul termine uomo, un particolare raggruppamento di esseri e di cose sottola direzione di un unico pricipio, siamo satiindotti a constatare che i regni che racchiudono gli esseri terrestri debbono la loro sussistenza quasi unicamente allo strato atmosferico e alle forze fisiche in cui essi si trovano immersi. Ma una più profonda analisi ci porta a vedere che nell’ambiente dinamico che  circonda la terra, un semplice effetto della reazione di essa (terra) alle influenze cui è soggetta da parte degli altri astri che fannoparte del sistema solare da un lato, e da parte del suo satellite la luna dall’altro.

Questo ci porta a descrivere la costituzione del nostro mondo preso come tipo dalla costituzione di tutti gli altri mondi il cui insieme forma l’universo; detto ciò possiamo intuire che gli astri del mondo formano con iloro satelliti gli organi di un immenso organismo, che noi definiamo natura o macrocosmo. Questi organi sono in camminocontinuoe sembrano muoversi più o meno velocemente intorno alla terra.

Così si determina la influenza degli astri sulla terra.

Poichè l’analogia ci dimostra che gli altrimondi devono essere costituiti press’a poco come il nostro, possiamo estendere allaintera natura quel che affermiamo a proposito del nostro mondo. Ma per la medicina cosmosofica è indispensabile conoscere soltanto le influenza che riguardano la terra.

Ci atterremo per il momento a questo, nonostante un’analisi più profonda ci porterebbe a vedere che, considerando gli astri come organi e non più come apparecchi del macrocosmo, la luce astrale diventerebbe l’analogo del sangue nell’uomo e che ad agire come il fluido nervoso, sarebbe in questo caso la forza di attrazione.

Si parla spesso di fisiologia. Ma cos’è la fisiologias Ecco il grosso problema che da sempre ha valso ai medici igienisti e poi ai medici cosmosofici le persecuzioni e i sarcasmi degli spiriti così detti “ben pensanti”. Quando abbiamo descritto gli astri e le loro emanazioni, è come se avessimo parlato dei centri nervosi e delle loro emanazioni.

Ora noi sappiamo che la forza nervosa è azionata da una cellula particolare nell’essere umano, cellula nervosa volontaria o speciale di un organo dei sensi, questo poco importa,

C’è sempre una cellula all’origine di ogni movimento del fluido nervoso, e quindi all’origine di tutti i movimenti umani.

Ma per noi questa cellula, per quanto possieda la sua particolare individualità è ancora solo un arnese, un modo per agire, sia dell’anima,quando agisce sul mondo esterno, sia del mondo esteriore quando agisce sull’anima.

E’ come il tasto di unpanoforte che è l’origine di un suono, particolare, ma che non può mettersi in moto da solo.

“Ogni cellula del corpo umano è rappresentata in natura da un essere” ci dice la medicina cosmosofica; per cui dovremmo ora parlare degli esseri in azione nella natura e che agiscono secondo gli impulsi fatali del destino o leggi Karmiche. Si può dire che che questa particolare concezione della natura ha fin dall’inizio diviso gli scienziati in due campi opposti e talvolta nemici. Coloro che si attengono al lato fisico, al mondo visibile non ammettono altra realtà che quella percepita dai loro sensi. Per loro , causa di tutto sono le forze generate dalla materia, secondo le leggi del caso e delle probabilità. Così fanno tutto un mucchio dei sognatori che parlano dell’esistenza di altre cose oltre il visibile.

Noi abbiamo il privilegio di non farci nessuna illusione sull’accoglienza riservata da questo tipo di lettori ad uno studio sulla medicina cosmosofica per quanto serio esso possa essere. Basta a proposito rileggersi nei dizionari stilati dai “benpensanti”, le biografie dei medici igienisti e spiritualisti. Ma coloro che hanno compreso come nell’uomo e nella natura, la forma data alla materia è l’effetto dell’azione di un principio visibile localizzato, sia nel centro nervoso, sia nell’astro, e che agisce siaper mezzo del fluido nervoso che di quello astrale, costoro, dicevamo, saranno sicuramente ingrado di cercare con noi l’intelligenza che presiede a tutte queste forme e movimenti. Vedere nella natura solo il lato fisico, è rimanere ai primi gradini dell’apprendimento. Studiare poi nella natura solo le forze che trasformano la materia, vuol dire affrontare il gradino fisiologico. Molti si fermano quì, già spaventati ma bisogna avere il coraggio di andare avanti nello studio e rammentare che lo psichico esiste  sia nella natura che nell’uomo. Ma contemporaneamente bisogna stare attenti a separare lo studio dello psichico da  quello del fisiologico o del fisico, perchè allora si rischia di divenire mistici, il che costituisce un eccesso pericoloso come il panteismo per scienziati che si fermano al secondo grado dell’apprendimento, o al materialismo stretto di coloro  che si arrestano al primo gradino.

Ora se è vero che un astro sia un organismo vivente, egli come ogni altro organismo possiede : 1 – un principio direttore, origine della coesione generale; e 2 – Emanazioni di questo principio direttore localizzato nei principali centri dìazione.

Ci si potrà obbiettare cheun astro non è un organismo e che portando avanti una tale affermazione, commettiamo una eresia scientifica. Pochè non stiamo scrivendo un trattato ad uso dei candidati al baccalaureato, ci sarà concesso dire ciò che ci sembra doveroso insegnare agli studiosi del cosmo,

La natura concepita come entità vivente deve essere concepita anche come intelligente, così, l’evoluzione di un qualsiasi essere sulla terra dipende dall’impiego delle forze astrali, generatrici di questo essere, da parte di una intelligenza.

Gli studi contamporanei, basati sul materialismo, ci hanno talmente abituato a vedere nell ”universo” un immenso cadavere mosso da forze tutte fisiche, che questa concezione di un universo popolato di intellegenze che agiscono secondo gli impulsi del destino, ci sembra quanto meno bizzarra, tanto smonta i nostri pregiudizi. I critici ben educati se la cavano dicendo che è poetica; ed è per loro l’ingiuria suprema che si possa indirizzare nei confonti di unsistema filosofico.

Ebbene lo studioso libero non deve recedere difronte ad una parola: E se la cosmosofia ha sempre insegnato la teoria dell’universo vivente e intelligente invece di un mondo cadavere, cerchiamo di avere abbastanza coraggio per conservare interamente le intelligenze nella natura. E la pratica  che apprenderemo tra poco ci metterà in grado di entrare in rapporto diretto con queste intelligenze.

Una qualsiasi massa materiale, una pietra per esempio non può essere mossa che agendo alla sua periferia, applicando cioè esteriormente a questa massa forze fisiche che la mettono in moto. L’azione è,in questo caso un’azione dal di fuori al di dentro (centripeta). Un essere vivente, invece se abbastanza evoluto per muoversi, si muove agendo sulla periferia, attraverso forze che possiede interiormente. L’azione motivata è, in questo caso, un azione, un azione dal di dentro al di fuori (centrifuga).

Ora i fisici ci hanno insegnato a vedere negli astri enormi blocchi di materia il cui movimento può essere concepito esclusivamente come il risultato dell’applicazione delle forze fisiche alla periferia dell’astro. La nostra scuola insegna invece che gli astri si muovono sotto l’influsso delle forze agenti dall’interno all’esterno, e che l’azione del nucleo di ogni astro non differisce in nulla dalla azione del nucleo di una qualsiasi cellula organica. Fra cinquant’anni, forse,si verrà a sapere chi è nel vero!

Per ora, contentiamoci di stabilire questa differenza capitale e proseguiamo imperterriti per la nostra strada. Gli iniziati di scienza esoterica ( la medicina è una scienza esoterica) sanno che ogni realizzazione sul piano fisico, è il prodotto dell’azione sul piano astrale della materia. Possiamo verificare questi dati nell’organismo umano. Sappiamo infatti che un lieve taglio che ha distrutto un pò di pelle, e qualcuna delle piccolissime linee a spirale che si trovano in punte alle dita, si ricostituisce in pochi giorni nella sua forma primitiva, comprese le piccole spirali. La fisiologia ci insegna che a presiedere a questa opera di ricostruzione, sono state le cellule più vicine del ganglio simpatico. Sappiamo anche che se la ferita è abbastanza profonda da interessare i filamenti nervosi, o il ganglio stesso, quest’ultimo non può ricostruire le forme primitive, e si produce una cicatrice permanente.

La memoria delle forme da ricostruire è, in qualche modo localizzata nelle cellule nervose del ganglio, la cui funzione è di mantenere in vita queste forme. Ogni punto dell’organismo umano ha così piccoli centri incaricati della conservazione di un certo numero di cellule, e questi centri godono di una sorta di autonomia nella loro azione, dal momento che, quando sono distrutti, il centro generale non può sostituire la loro azione.

Quel che vediamo nell’uomo, possiamo constatarlo anche nella natura. Anche la forma degli esseri terrestri che si perpetua attraverso la generazione è il risultato dell’azione costante del piano attuale e degli esseri che lo popolano. I soggetti in stato di visione lucida in cui le barriere della materia sono tolte vedono perfettamente il mondo di intelligenze che agisce sulla materia, mondo che è chiuso ai nostri sensi fisici, quanto una cellula messa in aziione nell’uomo è impossibile da vedere per chi si attiene unicamente a ciò che si presenta ai suoi sensi.

Proprio agendo su queste intelligenze, si possono far evolvere rapidamente le forme. Ma per modificare i risultati prodotti dalla natura, sono necessarie altre azioni quasi impossibili per un essere umano.

Un fachiro potrà far spuntare una pianta in due ore, ma gli gli sarà in linea di massima impossibile far produrre una pera ad un vigneto, in quanto questo è soprannaturale.

Si può dunque agire sulla natura in tre modi:

          1 – fisicamente;  modificando la costituzione di un essere o di un punto qualsiasi della natura attraverso l’applicazione esterna delle forze fisiche utilizzate per il lavoro umano.

          2 – fisiologicamente o astralmente, modificando la costituzione di un essere attraverso l’applicazione di taluni principi o forze non alla costituzione esterna ma ai fluidi circolanti in questo essere. La medicina rientra in questo quadro di azione. E’ bene aggiungere, però, che la cosmosofia ammette che si possa agire sui fluidi astrali in azione nella natura, come si agisce su quelli che mettono in azione l’essere umano.

          3 – psichicamente,agendo direttamente, non più sui fluidi, ma sui principi che mettono in moto questi fluidi.

Nell’ordine invisibile come in quello visibile, niente si distrugge, e la sostanza prima di un qualsiasi astro, mantiene impressa in sè, nella sua luce segreta, anche il moto di una volontà, la radiazione di una passione, l’immagine di un pensiero.

 

 

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