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Signori; questo è l'uomo! Esperienza della vita. By Mario michelangelo Stromillo


SIGNORI; QUESTO E’ L’UOMO!

ESPERIENZA  DELLA VITA

 

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PER  VALUTARE LE QUALITA’ UMANE

 

Il regolare compenso del battito d’un pendolo è il suo contromovimento. Ad una spinta eccessiva da una parte seguirà una eguale spinta dalla parte opposta. Ma questa regola fisica, impiegata nel foggiare la vita d’un uomo, non si rivela affatto saggia. Eppure gli uomini quasi per istinto, cadono sempre nell’errore di voler compensare un’esagerazione con un’altra. Questo significa commettere un secondo errore ed arrecarsi nuovo danno.

Un repentino mutamento, una supercompensazione, nella mentalità del genere umano si è verificato di recente con la mattanza a danno di Mu’ammar Gheddafi . Al rinnegamento del dominio dell’istinto e alla creazione di ideali irrealizzabili venne dietro la reazione. Molti uomini si sentono idonei alla vita se possono abilmente giocherellare con laloro morale evitando il tribunale. Quando più sfiorano il Codice penale senza cadervi dentro, tanto più ne sono fieri. Appunto i rampolli delle cosiddette buone classi sociali si vantano della loro amorale larghezza di vedute: non solo per ciò che riguarda la loro vita istintiva, ma anche nelle loro opinioni morali. Spesso diventano in ciò imaestri dei loro genitori, che cominciano a porre in dubbio il valore della loro invecchiata morale. Dopo la rivoluzione francese, la disciplina dello spirito non ha mai subito un allentamento paragonabile a quello di oggi. Ma allora la decadenza dei costumi era circoscritta alla sola Francia, mentre oggi ha preso un’estensione internazionale

I rapporti dei giornali nazionali ed esteri, le camcellerie dei tribunali, gli incartamenti degli avvocati e il medio tenor di vita nelle famiglie ci offrono di ciò efficaci esempi. Dietro la struttura esternamente conservata, tutto è fradicio e logoro. Genitori e figli sono posti dalla miseria economica in una specie di psicosi di masse: credono di non poter più, oggi condurre con armi oneste la lotta per la vita. La miseria rende quasi sempre privi di scrupoli. A favore della lotta per l’esistenza è impiegato ogni mezzo disponibile, col motto: “obbligazione verso la famiglia”. La truffa e la prostituzione, dalla feccia del popolo sono salite alle ville  e ai suoi saloni godenti miglior reputazione: e non hanno più vergogna della luce del sole. “se ne vale la pena”.

Anche prima della seconda guerra mondiale qua e là crollavano banche; ma allora i loro dirigenti si comportavano ben diversamente! Cercavano di scemare il danno mettendo in gioco l’intero patrimonio: in questo, la famiglia e gli amici li aiutavano con tutte le loro forze. Ed oggis Il disprezzo sociale non è più così forte da mettere la nozione dell’onore al disopra dei vantaggi materiali. Quanti nomi, rimasti per secoli immacolati, perdettero così il privilegio dell’onore!

La probità non passa più per attuale, perchè essa pone in una situazione svantaggiosa di fronte a chi vi rinunzia. Le conseguenze di questa opinione, spesso riconoscibile, si mostrano in un’altra insicurezza, tanto nella vita degli affari quanto nella vita privata. Gli uomini diventano sospettosi e diffidenti gli uni degli altri, anche degli amici e dei famigliari. Ne restano egualmente danneggiati gli ingannatori e gli ingannati. Non si deve dimenticare che in origine la morale non fu creata per soddisfare esigenze etiche ma per la sicurezza del singolo di fronte agli altri. Venuta meno questa sicurezza, si sente d’aver perduta anche la morale.

Ma ora un importante fattore scende in campo contro questa demoralizazione. Le abitudini civili di generazioni si imprimono nella natura umana assai più profondamente di quanto se ne rendano conto i portatori della civiltà, Epoche rivoluzionarie non bastano a cancellare secoli di vita civile. I sentimenti di colpa repressi, ritornano; spinti da essi, la coscienza si desta e porge di nuovo ascolto all’imbavagliato bene ereditario. L’anima degli avi dell’uomo si oppone con energia alla corrotta morale. Comincia la nuova reazione. Il pendolo inizia il suo cammino a ritroso.

Il crasso egoismo, l’avidità del denaro, la ricerca della soddisfazione degli istinti mettono di nuovo la maschera e si servono di forme più urbane.

Di fronte ai bambini non educati, esposti senza impedimenti ai pericoli della loro vita istintiva e senza guida al tumulto del mondo, stavano i cosiddetti bambini bene educati.

L’educazione creava ideali nei piccini. Il “brutto”, il “cattivo” era accuratamente eliminato dal loro campo visivo, e solo il nobile e il sublime era loro proposto, come unica realtà, quale modello della vita.

“Ohibò, questo è brutto, non guardarlo!”. Oppure: “Non devi frequentare questo brutto ragazzo”. E i bravi allievi, forniti di una bella stanza per i bambini, obbedivano, succhiavano il disprezzo di ciò che è sudicio e cattivo fin dai primi anni, lo ritenevano un caso eccezionale e riprovevole, e diventavano condapevoli di valere di più e meglio.

 

Ma non vi sono “buoni” e “cattivi”. Già questa  divisione rende inetti alla vita. In ogni uomo si trova, intimamente commisto ciò che è utilizzabile e ciò che è inutilizzabile, alla rinfusa. L’uomo più pregevole ha qualità inferiori da cui talora è dominato e che però in circostanze favorevoli restano inoperanti. Il carattere di ogni persona è in gran parte prodotto dal suo ambiente: spesso un uomo si sarebbe sviluppato molto diversamente se, a causa d’una sola cattiva qualità egli no fosse stato trattato con disistima e disprezzo o se non fosse stato condannato in blocco per una sola azione commessa: poichè alla gente piace generalizzare! Quante persone di valore sono così perite! Ma quanto più avrebbero guadagnato in sensibilità sociale e in amore verso gli uomini quegli aspri critici, se non fossero stati educati nella falsa credenza di quel dannato “buono” e “cattivo”!

Così la maturante gioventù fu introdotta nella vita, salvaguardata dalla sozzura e dal male, dalle impurità dei suoi propri istinti e siprattutto dal sano giudizio.

Alcuni anni addietro, l’avvenimento seguente fece molto scalpore presso ina famiglia della ricca e vecchia nobiltà di Monaco: i genitori fecero dell’ educazione del loro unico figlio la missione della loro vita. Gli fecero venire nel loro  castello i migliori maestri della città tutti godendo  alta reputazione. A vent’anni  i suoi lo condussero a sostenere gli esani universitari in una facoltà di Berlino  per sostenere degli esami che egli superò brillantemente. Tre mesi più tardi, si uccise con un arma da fuoco. Non per un amore infelice, non per preoccupazioni economiche, non per insuccessi negli studi. Nella lettera che scrisse per congedarsi dai suoi genitori si trovarono queste righe:

“ Voi mi avete mostrato un mondo diverso. Io non posso vivere in questo mondo; ne provo orrore”

Grossolane scenate al caffè o d’albergo, rozze avventure amorose,abietti divertimenti avevano infranta, in quel taciturno pallido esteta, la fede nel suo splendido mondo ideale.

Gli uomini sono imperfetti. Non possiamo aspettarci da essi temperamenti di Cristo. Morale ed etica hanno la loro efficacia solo fra persone di mentalità eguale. Quindi dobbiamo adattarci alle circostanze. Se veniamo assaliti da qualcuno ci serviamo senza scrupoli dell’astuzia e della menzogna e perfino della violenza.

E incomtestabile che il senso del giusto, della verità e dell’equità è nettamente impresso nella gioventù matura e cede solo gradatamente, col progredire dell’età.Si dice che l’età insegna a giudicare con indulgenza e fa diventare più tolleranti verso i difetti altrui. Ma io voglio dire che le nostre esperienze della vita i conducono ad allentare l’originario rigore delle nostre concezioni morali. Diventiamo meno coscienziosi. Molti uomini perdono, nel frequentare gli altri, la severità dei loro principii etici, once evitare che la legge della selezione li elimini come inutilizzabili nella lotta per l’esistenza: a meno che con la potenza  e la ricchezza essi si siano assicurata una situazione eccezionale.

L’abile  temerario  ha probabilità maggiori di riuscita, e così l’abilità e il successo si associano in noi per formare solidi  aggregati (ora si chiamano caste) che non possiamo più separare o distruggere, nemmeno quando il piano meglio preparato è naufragato in conseguenza di imprevedibile sfortuna o quando una azione assurda ebbe un immeritato successo.

E’ evidente che l’idoneità alla vita è apprezzata dagli uomini più di una condotta rigorosamente morale. Un grosso colpo che conduce alla ricchezza e alla potenza è apprezzato non solo dai conoscitori della vita pratica ma anche dalla società; e i mezzi poco ortodossi  impiegati per compiere quel colpo vengono giudicati con indulgenza.

Spesso udiamo espressioni come queste: “Certo, costui ha agito in modo volgare; ma che tipo abile e svelto!”

 

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